Alpini: niente adunata del 2012 a Udine
martedì, 26 gennaio 2010
RASSEGNA STAMPA DA MESSAGGERO VENETO – Udine si fa da parte: la sezione sosterrà Pordenone per l’attesissimo appuntamento nazionale – di PAOLA LENARDUZZI – Sfuma per Udine l’edizione 2012 dell’adunata nazionale degli alpini, idea accarezzata da mesi e che aveva preso forza in occasione della riuscitissima tre giorni di settembre per il 60º della Julia. È emerso ieri, in occasione delle cerimonie per Nikolajewka, al tempio di Cargnacco, cui ha partecipato anche il presidente nazionale dell’Ana Corrado Perona.
Il responsabile delle penne nere friulane Dante Soravito ha ammesso che «Udine appoggerà la candidatura di Pordenone, per concentrarsi su una data significativa, il 2015 o il 2016».
Il 6 febbraio, in occasione della riunione dei presidenti delle sezioni del Triveneto a Padova, sarà il giorno in cui si conoscerà ufficialmente la candidata del terzo raggruppamento per il raduno annuale che seguirà quello dell’8 e 9 maggio a Bergamo e dell’anno prossimo a Torino. In “pole” per il 2012 figurano Bolzano e Pordenone: gli altoatesini speravano già nell’assegnazione per il 2009, poi si sono visti superare sul fino di lana da Latina. Quanto a Pordenone, da tempo la sezione guidata da Giovanni Gasparet, con l’appoggio anche delle autorità locali, sta lavorando per portare il grande raduno in riva al Noncello: sarebbe una “prima” in assoluto. Quella data faceva gola anche a Udine e i nostri alpini non l’avevano mai nascosto, poi però, di fronte al profilarsi di un braccio di ferro con l’altra provincia friulana e considerato che lo stesso presidente nazionale aveva consigliato di «convergere su una candidatura forte perchè avrebbe buone possibilità di spuntarla», la sezione udinese ha preferito spostare l’appuntamento.
Soravito pensa «al 2015, e sarebbe a un secolo dall’inizio della Grande guerra, data dal significato e dall’impatto emotivo molto forte; ma potremmo organizzarla anche per il 2016, in occasione dei 150 anni dell’annessione del Friuli, esclusa la parte orientale, all’Italia».
Ieri, al termine della toccante commemorazione al tempio di Cargnacco in cui ha portato il labaro nazionale con le medaglie, Corrado Perona ha sottolineato che «tutto si giocherà nell’appuntamento di Padova. I presidenti di sezione hanno un compito non facile e una bella responsabilità». Stabilito che il raggruppamento dell’Italia dell’Ovest – a un anno da Torino – non potrà per regolamento candidare alcuna città per il 2012, Perona ha lasciato intuire che il Nord Est avrà ottime chances di vedersi accettare la città proposta rispetto alla zona Lombardo-emiliana e al Centro sud. «Purchè il Friuli non si presenti diviso», ha ribadito il presidente, dopo che già durante la cerimonia aveva sottolineato quanto lui, piemontese, si sentisse «a casa nella vostra terra, visto che mio padre era stato alpino sul monte Nero, io al battaglione L’Aquila di Tarvisio e poi mio figlio a Cividale».
«L’anima alpina, con tutti i sacrifici fatti e il dramma della guerra – ha detto il presidente nazionale – da voi si respira forte; ci sono paesi qua in giro in cui non esistono coscritti maschi di una certa classe perchè mai tornati dalla Russia. Ed è bello constatare da questa partecipazione che il loro sacrificio non è stato dimenticato».
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